Recensione: Cortek MK1BLU Gaming Keyboard

Prova sul campo

Per la prova sul campo abbiamo messo sotto stress la Mk1Blu in tutte le modalità possibili, dai ritmi frenetici degli FPS a situazioni meno stressanti come negli Hack ‘N’ Slash, passando naturalmente da lunghe sessioni di scrittura, vista la natura polivalente degli switch montati.

La Mk1Blu si dimostra una tastiera multiuso come il tipo di switch che monta, riuscendosi a destreggiare sia nelle sessioni di gioco frenetiche sia nelle lunghe sessioni di scrittura dove il feedback uditivo è utilissimo per capire se la digitazione è andata a buon fine, ma purtroppo il suono è molto forte e le persone di solito si dividono in chi lo ama o in chi lo odia con tutto il cuore. Durante le sessioni di gioco frenetiche si apprezza la precisione degli switch alla pressione che, non essendo lineari, evitano azioni involontarie grazie al doppio passaggio classico degli switch Blue/Brown a dispetto della poca forza necessaria alla pressione. Ovviamente non è lo switch più reattivo in assoluto, specialmente rispetto ai Red ed i Black, ma con un pò di pratica si riuscirà a trovare una notevole confidenza con questo tipo di switch.

Nelle sessioni di scrittura il doppio feedback è ancora più utile rendendo la battitura veloce e precisa e da possessore di una CM-Storm Mech con CherryMX Blu non ho resistito dal mettere al confronto le due tastiere. Gli switch Outemu si comportano in modo molto similare alla versione originale CherryMX anche se non sono proprio identici; negli Outemu il feedback tattile è lievemente diverso, un pò più lineari e “pastosi” nella pressione,con una marcata diversità nella fase di risalita dove il feedback degli Cherry è molto più marcato e preciso, oltre ad avere un suono lievemente diverso.

Un’altra diversità tra le due tastiere è nella differente spaziatura come potete vedere dalla foto qui sotto:

la Mk1Blu risulta più compatta con i tasti più ravvicinati e alti, mentre il layout della Mech, oltre ad essere Italiano, occupa uno spazio più ampio ed i tasti sono più bassi rispetto al livello di appoggio nella tastiera. Ovviamente sono differenze che si notano solamente con sensibilità e molta pazienza nella riproduzione delle prove, quindi possiamo tranquillamente dire che anche la versione Blu degli Outemu svolge egregiamente il suo lavoro.

Peccato per l’assenza di un poggiapolsi perchè questa mancanza, unità all’altezza dei tasti, tende a far stancare le mani durante le lunghe sessioni sia di gioco che di scrittura, rendendo inevitabile l’acquisto di supporto aggiuntivo per i polsi.

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